Il racconto divino della luna

"Racconti divini"

Lunedì 8 settembre, l'associazione Lattanino Cupolino ha organizzato un evento molto interessante presso il locale "Racconti di vino" di Santa Maria Capua Vetere. Protagonista della serata è stata la Luna, raccontata dall'astrofisico Giovanni Covone, docente di cosmologia presso l'Università Federico II di Napoli nonché Direttore Scientifico dell'Associazione Lattanino Cupolino.

Covone ha accompagnato i presenti in un viaggio affascinante tra storia e astronomia, parlando della Luna e del legame profondo che ci unisce a lei. Da sempre, infatti, la Luna influenza la vita sulla Terra, le maree, il ciclo delle stagioni, i raccolti, le vigne e il vino, nonché il Romanticismo e i poeti nello scrivere poesie d'amore. Ma la domanda nasce spontanea: come sarebbe stata la nostra vita sulla Terra se la Luna non fosse mai esistita?

Facciamo un salto indietro nel tempo e ricordiamo che la Luna è nata circa 4,5 miliardi di anni fa, in seguito all'impatto della Terra con Theia, un corpo celeste grande quanto Marte. Da questa collisione si formarono tantissimi detriti incandescenti che, a poco a poco, si aggregarono in orbita formando, appunto, la Luna, il nostro satellite naturale.

Durante la serata è stato possibile osservare una Luna quasi piena, raggiante nel suo splendore, illuminare il cielo limpido.
Ma la Luna non era sola nel cielo: accanto a lei brillava Saturno, il "signore" degli anelli. I due corpi celesti sembravano unirsi in un "abbraccio gravitazionale". Questa congiunzione ci ha offerto l'occasione di osservare due mondi diversi e affascinanti nello stesso sguardo: da un lato la Luna che racconta la "nostra" storia, dall'altro Saturno che ci ricorda l'immensità del Cosmo. Tra l'altro, grazie all'osservazione con il Seestar 50, è stato possibile anche osservare i corpi celesti tramite tablet collegato. 

La Luna dell'8 settembre, quindi, era una Luna speciale che si è fatta compagna di viaggio di un pianeta lontano e ci ha ricordato che il cielo non è mai uguale, ma che ogni notte ci regala un frammento unico della grande storia dell'Universo.

Giovanni Covone, attraverso il suo racconto, ha dimostrato che la Luna non è solo un disco luminoso nel cielo, ma diventa una compagna di viaggio, una testimone silenziosa delle nostre notti e delle nostre storie.

Al termine del racconto, abbiamo brindato alla Luna, sollevando verso il cielo un calice colmo di vino rosso. Ed è successo qualcosa di straordinario: la luce della Luna si è riflessa sul vino, facendolo brillare come per magia.

Tutto ciò ci deve far riflettere e far ricordare che siamo parte di un unico ciclo cosmico formato da Terra-Luna-Sole-Vita e intrecciato in un unico legame indissolubile.

Brindare alla Luna significa anche brindare alla Scienza che ce la racconta e a chi, come Covone, ci aiuta a guardarla con occhi nuovi e più consapevoli.

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